Fattore C sta per Cu*o. Detta in altri termini: quanto conta la fortuna nella vita e nel lavoro?

Viviamo in un momento dove molte persone sono prese dal disorientamento e dalla paura del futuro, dimenticando che il destino è sempre nelle nostre mani. Come diceva Seneca: “La fortuna non esiste: esiste il momento in cui il talento incontra l’opportunità”. Ovviamente poi il caso gioca sempre un suo ruolo, ma noi abbiamo in ogni momento la possibilità di riscattarci e di combattere per un futuro migliore.

Il più delle volte si cerca la fortuna immediata senza sforzi. Due esempi su tutti.

L’ Italia è il quarto Paese al mondo per spesa pro-capite nel gioco d’azzardo e ogni minuto i giocatori perdono 180.000 euro.

E ancora: ci sono due milioni e mezzo di giovani che non studiano e non lavorano pensando che vivranno solo grazie alla fortuna e a ciò che il caso presenterà loro.

Ma che cosa si può fare per trovare il nostro Fattore C? Noi ci affidiamo alla fortuna cieca solo quando perdiamo la speranza e quando ci dimentichiamo tutte le nostre qualità. Dobbiamo credere in noi stessi, capire i nostri limiti ma anche le nostre potenzialità, darci obiettivi concreti e raggiungibili e ricordarci sempre che ogni lungo viaggio inizia sempre con un primo passo. Valutare i propri punti di forza e  di debolezza: bisogna lavorarci sopra, con obiettivi chiari. Il vero Fattore C è riuscire a vedere quelle opportunità che passano e che non sempre siamo pronti ad accogliere: sono quei treni di cui ci accorgiamo troppo in ritardo e che invece, se ci sappiamo salire al volo, ci portano in direzioni magari del tutto nuove e per noi inesplorate, che all’inizio ci fanno paura, ma che alla lunga costituiscono il nostro vero Fattore C.

L’incontro con FantastiKa può essere il nostro Fattore C.

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