Parlare di profumi è sempre un argomento lungo e complesso. Posso solo partire dicendo che ognuno di noi ha il proprio “naso”, per cui trovare una fragranza da inserire in un cosmetico piacevole a tutti è un po’ come realizzare la quadratura del cerchio.

Per quanto riguarda la cosmesi eco-bio bisogna capire che le materie prime che si utilizzano, quasi sempre di derivazione vegetale, ed i principi attivi, prevalentemente oli vegetali biologici, hanno odori spesso non gradevoli di partenza. Basta pensare all’olio di argan puro biologico che ha un odore forte e pungente, non certamente gradevole. Se, appunto, il suo odore è pungente, allora è buono e biologico. Se invece tende ad essere blando, allora è stato eccessivamente filtrato e purificato (o persino profumato). Anche l’olio di oliva che acquistiamo per uso alimentare può avere un odore più o meno forte, più o meno gradevole, soprattutto se è nostrano o bio.

Se poi all’interno di un cosmetico aggiungiamo diversi oli vegetali e anche conservanti come il Phenethyl alcohol (derivato, sì, dall’essenza di rosa ma dall’odore cattivo ed utilizzato in quasi tutta la linea FantastiKa) ci ritroviamo con una crema molto ben formulata ma, ahimè, dall’odore sgradevole.

Siccome dico sempre che “la cosmesi deve essere un gesto di piacere“, lavoro quasi quotidianamente per ricercare profumazioni 100% certificabili AIAB, allergen-free e soprattutto capaci di sovrastare l’odore di base del cosmetico senza essere troppo invadenti o stuccevoli. Sembra facile ma così non è. Forse tra tutte le cose che si fanno a livello formulativo, questo è il processo più difficile.

Se poi aggiungiamo il fatto che da lotto e lotto il profumo cambia proprio per le sue caratteristiche di naturalità? Se poi il profumo cambia anche in funzione della sua “età”, per cui se è giovane è meno inteso, se è stagionato è più buono? Se poi aggiungiamo che anche i principi attivi possono avere odori diversi da lotto a lotto, modificando continuamente l’odore di base del mio cosmetico? Se poi aggiungiamo che le temperature esterne (caldo, freddo) influenzano continuamente la profumazione finale del cosmetico, quindi oggi (temp. 18 °C) la mia bella crema ha un odore e domani (temp. 26 °C) potrebbe averne un altro? Basta pensare che mettere il cosmetico nel frigo già ne altera l’odore. Se poi aggiungiamo che anche il nostro naso può percepire diversamente gli odori per fattori diversi? Insomma non è un’impresa facile.

Sicuramente un cosmetico eco-bio, realizzato con sostanze vegetali vive (che si deteriorano nel tempo) ed instabili, ha la possibilità di essere diverso da lotto a lotto; non parlo solo della profumazione, ma anche del colore, della densità e della texture. Questo però deve essere visto come un elemento positivo, una prova che si sta utilizzando un cosmetico veramente bio e non sintetico. Diverso è per il prodotto sintetico realizzato con principi attivi morti e molto stabili, che non cambiano mai anche dopo anni.

Del resto anche il sugo che siamo abituati a fare da anni non sempre viene uguale.

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