Nel lontano 2010 stavo iniziando il mio studio personale sugli ingredienti cosmetici quando un giorno mia sorella mi disse innocentemente: “Conosci il Biodizionario?”

Ammisi di non conoscerlo e rimasi molto affascinata da questo strumento online, di facile e veloce utilizzo, che categorizza ogni ingrediente cosmetico come buono (uno o due pallini verdi), da verificare (bollino giallo) o cattivo (uno o due bollini rossi). Ovviamente, essendo una nuova ricercatrice nel mondo della cosmesi consapevole, mi ero prodigata a leggere per ore, giorni e settimane intere ogni cosa possibile su ogni possibile ingrediente cosmetico sul forum del Biodizionario. Del resto non poteva essere diversamente! Ero avida di sapere…

Ebbi poi la fortuna di conoscere personalmente Fabrizio Zago avendone l’impressione di una persona umile, gentile, competente e disponibile.

Ammetto che il Biodizionario mi è stato di grande aiuto e anche dal suo relativo forum non sono mai mancate discussioni molto articolate ed interessanti sui perché e percome di certe classificazioni che, come da stessa ammissione di Zago, erano frutto delle sue opinioni personali sulla base delle sue ricerche e conoscenze. Ovviamente ho sempre apprezzato, e continuo ad apprezzare, l’onestà di Fabrizio nel sottolineare che i “suoi bollini” sono opinioni personali anche perché non sono mancati momenti in cui non ero d’accordo con le sue valutazioni.

Detto questo, è innegabile che Fabrizio Zago, ma anche tutti i suoi più stretti collaboratori e amici (Barbara, Laura, Marco, la compianta dott.ssa Serri, ecc.) hanno fatto un lavoro eccezionale in tempi “non sospetti” quando la cosmesi eco-bio era appena nata e nessuno ancora la conosceva. Sono stati i precursori della cosmesi consapevole e bisogna dargliene atto. Negli anni ho notato un proliferare di App totalmente impostate sui bollini del Biodizionario. Apro una parentesi dicendo che questi strumenti (App) non hanno alcun valore nel valutare la qualità complessiva di un cosmetico perché ci sono letteralmente migliaia di ingredienti che possono avere un bollino verde, un bollino giallo oppure un bollino rosso, a seconda dell’origine dell’ingrediente o della quantità utilizzata o delle condizioni di utilizzo. Insomma la mancanza di una valutazione univoca per tantissimi ingredienti fà sì che queste App diano spesso giudizi sommari, falsi e fuorvianti. 

Oggi scopro, con grande dispiacere, che il Biodizionario non è più di Fabrizio Zago, al quale è stato “scippato” dal sito Promiseland, una comunità che si professa vegan ed etica, dove il forum del Biodizionario era parcheggiato da ben 18 anni! Alla faccia delle persone etiche! Fabrizio stesso, amareggiato, scrive: “Purtroppo credo di aver preso un grosso abbaglio, nel senso che 18 anni fa mi è stato chiesto di prestare la mia conoscenza ad una associazione senza scopo di lucro. Mi ritrovo invece a lavorare per una che di lucro ne vuole molto (VeganOk Profit– più chiaro di così!). E mi viene detto che il Biodizionario non è mio, da morire da ridere.”

Ebbi già nel 2012 una bruttissima esperienza con Promiseland ed il loro marchio VeganOk che non sto a raccontare qui (magari lo farò in un altro articolo), ma la cattiva impressione che ebbi allora si conferma nuovamente nei fatti.

Oggi Fabrizio, da buon combattente, non si arrende allo “scippo” (e mi auguro faccia valere i diritti della sua proprietà intellettuale nelle opportune sedi legali) e si ripresenta con un nuovo sito www.ecobiocontrol.bio e un nuovo marchio di certificazione ECO BIO CONTROL. Bravo!!! Sono felice che abbia saputo, con grinta e determinazione, ripartire con un nuovo progetto molto interessante e valido e gli auguro solo il meglio del meglio!