Molti mi chiedono come mai un’azienda che si definisce ecologica come FantastiKa usi flaconi di plastica per i propri prodotti cosmetici. Questa osservazione mi fa sempre sorridere perché si dà per scontato che la plastica, essendo ricavata dal petrolio, sia ad alto impatto ambientale e fortemente inquinante mentre altri materiali, come il vetro, siano molto più ecologici.

Io stessa mi sono posta questa domanda più di otto anni fa e riporto in questo articolo i risultati delle ricerche serie ed imparziali che ho trovato su questo interessante argomento.

Premessa fondamentale è che non esiste il materiale perfetto per l’industria alimentare o cosmetica. Il materiale perfetto, se mai esistesse, dovrebbe avere le seguenti caratteristiche:

  1. Essere ricavato da materie prime naturali.
  2. Essere leggero.
  3. Essere economico.
  4. Essere completamente riciclabile.
  5. Avere un basso consumo di energia nella fase di produzione e distribuzione.
  6. Avere la possibilità di essere gestito come “vuoto a rendere”.
  7. Essere infrangibile e riutilizzabile all’infinito.

Come sappiamo, ad oggi un materiale del genere non esiste.

Quando ci si pone la domanda: “Meglio la plastica o il vetro?” non ci si può limitare a dire: “La plastica deriva dal petrolio, quindi non va bene”. Troppo facile. Bisogna fare delle valutazioni molto più ampie, serie e circostanziate.

Secondo varie ricerche condotte sull’analisi LCA (Life Cycle Assessment – Valutazione del Ciclo di Vita) di vari materiali, ad oggi la plastica risulta il packaging più ecologico per l’industria alimentare e cosmetica.

Innanzitutto specifico che il Life Cycle Assessment è la valutazione “dalla culla alla tomba” dei materiali utilizzati per la produzione di beni/servizi ed include i seguenti criteri:

  1. Estrazione e lavorazione delle materie prime.
  2. Produzione.
  3. Imballaggio.
  4. Trasporto e distribuzione.
  5. Vita utile, mantenimento del prodotto e riutilizzo.
  6. Riciclaggio.
  7. Smaltimento finale.

Ho trovato questo studio che sintetizza le conclusioni di numerosi altri studi. Traduco un pezzo molto significativo: Le bottiglie di PET (polietilene tereftalato) usa-e-getta hanno la resa migliore a livello ambientale in relazione alla produzione e all’uso. Le bottiglie di vetro usa-e-getta vengono considerate da molti studi il materiale peggiore in termini di impatto ambientale a causa del suo maggiore peso specifico (massa per volume imballato) e consumo di energia durante il suo intero ciclo di vita… Produrre il vetro consuma una grande quantità di energia poiché sono necessarie alte temperature per fondere le materie prime.   

In sintesi, il vetro è il materiale con il più alto impatto ambientale per il peso (quindi impatto sul trasporto e distribuzione) e per il consumo di energia necessaria alla sua produzione (1000 – 1600 °C).

Un’altra interessante ricerca su The International Journal of Life Cycle Assessment riporta che le bottiglie di vetro per bibite causano i maggiori danni ambientali, incluso il riscaldamento globale. Riusare una bottiglia di vetro 3 volte abbassa la sua impronta di carbonio a quella di una bottiglia di plastica usa-e-getta. Se la bottiglia di plastica viene riciclata, allora bisogna riutilizzare la bottiglia di vetro 20 volte per rendere la sua impronta di carbonio comparabile a quella della plastica.

Sullo stesso giornale internazionale troviamo un altro studio che afferma che sostituendo i vasetti di vetro degli alimenti per bambini con quelli di plastica si può arrivare ad una riduzione del 28%-31% dell’impatto sul riscaldamento globale. E via dicendo. Le conclusioni sono più o meno le stesse, meglio la plastica (PET) del vetro.

Certo, il vetro potrebbe rappresentare il materiale perfetto se non fosse per il fatto che si rompe, che pesa tanto, che costa tanto e che necessita di tanta energia per essere prodotto. Oggi, poi, è raro trovare del vetro riutilizzato o riciclato soprattutto nell’industria cosmetica. Per non parlare del “vuoto a rendere” che è quasi completamente in disuso nell’industria alimentare. In Italia il vetro è osannato da tanti e viene, erroneamente, considerato il materiale più ecologico e desiderabile. Sicuramente in certe circostanze è preferibile (non comprerei mai dell’olio d’oliva in una bottiglia di plastica), ma le ricerche dimostrano che ha un significativo impatto ambientale.

In sintesi, la plastica è più leggera, richiede meno energia per essere prodotta e trasportata. L’ovvio lato negativo sta nel fatto che la plastica è prodotta dal petrolio e alcuni tipi di plastica possono cedere sostanze chimiche e nocive ai prodotti che contengono, soprattutto se esposte al calore (vedi le bottigliette dell’acqua in PET).

La prossima domanda: e la bioplastica (ricavata da fonti vegetali)? Ad oggi, per l’industria cosmetica ha dei grossi limiti in termini di disponibilità, stabilità, resistenza e costi. Ma il suo uso nel campo del make-up sta aumentando (ma solo se il contenitore di bioplastica non entra in contatto diretto con il prodotto perchè ci sono problemi di cessione di sostanze al cosmetico).

Nel frattempo FantastiKa utilizza cartone per la linea make-up e quasi esclusivamente flaconi di plastica 100% riciclabili (senza parti metalliche o materiali non riciclabili), optando per formati grandi ed escludendo totalmente gli imballaggi secondari (scatole o astucci).

 

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