Oggi mi va di parlare di una pianta che mi piace tantissimo: la rodiola rosea (Rhodiola rosea). Il suo nome deriva dal tipico profumo di rosa che emana dal rizoma.

Si tratta di una pianta perenne succulenta appartenente alla famiglia delle Crassulacee dalle proprietà officinali ed originaria delle zone fredde e montuose della Siberia e del Tibet ma presente anche nelle zone rocciose del Nord Europa e sulle Alpi; è alta sino a 70 cm ed è provvista di fiori di colore giallo (la più comune). È nota come “radice d’oro” e non a caso.
La rodiola rosea è un ingrediente tipico della medicina tradizionale russa, scandinava e cinese, propagandato per i suoi effetti positivi sulla vitalità fisica e cognitiva.
In condizioni di stress psicofisici prolungati, la rodiola ha dimostrato la capacità di ridurre la fatica e la stanchezza generali.
Dopo il ginseng, la rodiola è probabilmente la seconda pianta adattogena più diffusa e utilizzata al mondo.

Cosa significa pianta adattogena?

Si tratta di una pianta in grado di aumentare in maniera aspecifica la resistenza dell’organismo a stress sia fisici che mentali, anche a scopo preventivo. Di conseguenza, le piante adattogene vengono tradizionalmente consigliate per affrontare e superare al meglio periodi di intenso stress psicofisico, disturbi collegati alla senescenza ed ai cambi di stagione o semplicemente per risollevare il fisico dai gravosi impegni quotidiani.
Il termine adattogeno fu coniato nel 1975 dall’Istituto Erboristico Svedese a conclusione di alcune ricerche effettuate sulla rodiola rosea, per spiegare l’azione di questa interessantissima classe di piante nei confronti dello stress. Oltre alla rodiola, anche il ginseng, l’eleuterococco ed il guaranà sono piante adattogene, tutte in grado di agire sul sistema immunitario, endocrino e nervoso e di migliorare la capacità dell’organismo di adattamento allo stress e ai cambiamenti climatici o stagionali.

Vivere sempre di fretta, insufficiente riposo e cause emozionali danno luogo a disordini come ansia, insonnia, irritabilità, difficoltà di concentrazione, squilibri alimentari, stanchezza e depressione. Il nostro organismo si difende producendo modificazioni biologiche, ormonali, neurovegetative e immunitarie, allo scopo di migliorare la capacità di resistenza e difesa, sotto l’aspetto sia comportamentale che biologico. La risposta di adattamento è massima nei giovani di età compresa tra i 20-30 anni, mentre si dimezza dopo i 70 anni. Se la reazione del nostro organismo risulta troppo intensa o troppo prolungata, i fisiologici meccanismi di equilibrio possono rivelarsi insufficienti e causare scompensi di varia natura. Ne deriva un costante senso di affaticamento, apatia, scarsa vitalità, difficoltà a ricordare, scarso rendimento nello studio e nel lavoro intellettuale, difficoltà a mantenere la concentrazione, una tensione costante che impedisce un sonno ristoratore e riduce la capacità di recupero.

A fronte di una situazione di esaurimento gli adattogeni vegetali sono quanto mai utili.

La rodiola rosea è una pianta medicinale con una storia ricca e affascinante; la droga che da essa si ricava è infatti conosciuta da tempi immemori come utile ausilio per rinvigorire la mente e il corpo.
La parte utilizzata, oggi come allora, è la radice che si presta soprattutto al trattamento dello stress mentale e dell’affaticamento fisico generalizzato.
In particolare, la rodiola è indicata nell’integrazione alimentare di chi desidera:

  • ottimizzare la funzione epatica, muscolare, cardiaca, intellettiva
  • ridurre i sintomi della fatica
  • favorire il recupero dall’esaurimento fisico muscolare
  • contrastare i blandi sintomi depressivi associati alla debolezza e all’astenia
  • promuovere l’attività cognitiva
  • migliorare le difese antiossidanti
  • ridurre la sensazione di fame
  • nell’uomo, aumentare il vigore sessuale

Numerosi sono i principi attivi contenuti nella radice, il cui composto principale è il rosavin, flavonoide di natura glicosidica, responsabile delle proprietà antidepressive e ansiolitiche della pianta.

Alcuni glucosidi fenolici influenzano i livelli e le attività delle monoamine (dopamina, adrenalina, norepinefrina, serotonina), attraverso un’inibizione dell’enzima responsabile della loro degradazione; il risultato è un miglioramento delle attività metaboliche generali (fegato, muscoli, cuore) e intellettuali (effetto antidepressivo, miglior capacità mnemonica e di concentrazione).

Gli estratti alcolici o acquosi hanno dimostrato spiccate proprietà antiossidanti, ascrivibili a varie sostanze, in particolare a flavonoidi e acidi organici. In alcuni studi, la rodiola ha dimostrato proprietà antifame (nel caso venga assunta prima dei pasti) e lipolitiche (stimola le lipasi attive nei tessuti adiposi, favorendo la mobilitazione degli acidi grassi). Tali azioni ne suggeriscono un possibile impiego in preparati coadiuvanti dei regimi dietetici ipocalorici.
Una certa efficacia contro i disturbi sessuali maschili è supportata dal tradizionale impiego della rodiola in filtri d’amore.
Soprattutto in caso di stress legato all’attività motoria prolungata a bassa intensità, la rodiola mostra un certo effetto accelerante sul recupero muscolare e diminuisce i sintomi della fatica.

Ottima per gli sportivi che vogliono migliorare le loro prestazioni, la rodiola aumenta i livelli di ATP (adenosintrifosfato) nel tessuto muscolare, quindi mette a disposizione maggiore energia. Inoltre, i muscoli sottoposti a intenso sforzo avranno tempi di recupero più brevi.

La rodiola sembra essere una droga piuttosto sicura, con minori effetti collaterali rispetto alle altre droghe adattogene.

Per tutti questi motivi consiglio l’assunzione di questa pianta in un integratore naturale come Fantastika Bio ENERGIA.